IL SEGNAVENTO VOLANTE

Allora, su richiesta di alcuni amici, descrivo un accessorio che ho adattato alle esigenze di noi piloti delta utile in determinate circostanze…. e ripeto, solo in determinate circostanze.

Piccola premessa; in 16 anni di volo, non ho mai veramente sentito la necessità di avere con me un aggeggino come questo.
Ma quest’anno, durante una gara dove mi sono ritrovato a ravanare il ravanabile alla base di un monte in seguito ad un erroraccio tattico, è successo che, una volta deciso di andare ad atterrare ( e notare che ero talmente basso da riconoscere lo sguardo di terrore delle galline impazzite in un pollaio sotto di me ? ) ho avuto talmente tanto poco tempo per impostare l’approccio al campo che non avevo elementi per sapere con buona approssimazione da che parte arrivasse il vento.
Fino a poco prima ero talmente concentrato a sfruttare ogni minima bolla alla base del costone ed a filo delle piante nel disperato tentativo di riguadagnare metri tanto che non avevo assolutamente osservato l’ambiente per trarre informazioni sulla direzione del vento quei duecento metri più in là, dove avrei dovuto posare i piedi.
Ovviamente la situazione era particolare. Normalmente in un volo libero o di cross hai tutto il tempo per osservare. In gara se ti trovi in affanno le cose cambiano e la concentrazione è focalizzata su altro.
Morale, arrivato sopra al pratone, vedevo che c’era movimento…. ma non c’erano fumi, l’erba non era sufficientemente alta da piegarsi a bandiera col vento, non c’erano alberi con foglie ampie che piegandosi potessero mostrarmi il loro lato B, dandomi l’indicazione sulla zona di pressione…
Nel contempo il vento non era sufficientemente forte ed io non ero abbastanza alto per provare a vedere da che parte scarrocciavo… immaginavo che la direzione fosse ovest vista la tendenza della giornata ma sul costone avevo sentito degli sbuffi arrivare da dietro, quindi il dubbio c’era.
Per fortuna, c’era un modellista in quel campo. Gli son passato sopra gridandogli di indicarmi da che parte provenisse il vento… lui mi ha indicato la direzione che avevo sospettato, approccio, una virata e atterraggio regolare.
A terra il modellista mi fa: “…ma perché non usi un “windqualcosa” come facciamo noi della folgore?”
Mi dice che in situazioni simili certi paracadutisti usano questi segnavento auto costruiti per avere un’indicazione.

Presa l’idea, l’ho adattata per dimensioni e praticità alle esigenze di un pilota delta….l’ho provata e funziona…..ma va usato con cautela….poi vi spiego.

“Il segnavento volante” (SEV per abbreviare) altro non è che una fettuccia colorata, di lunghezza e colori appropriati, avvolta attorno ad un supporto (un pezzetto di legno di ramino, o una matita tagliata….etc) da usarsi come indicatore del vento a terra quando ci si ritrova ad impostare un atterraggio fuoricampo, e nessun altro elemento ambientale è stato sufficiente a darci l’indicazione della provenienza dello stesso.
Io l’ho costruito usando nastro plastico di colori differenti. Avete presente il classico nastro bianco e rosso che si usa per i lavori in corso? Ecco, quello. Poi altro nastro uguale ma di colore diverso (io avevo il giallo-nero), per la coda. Un pezzetto di legno tagliato più lungo di circa due centimetri della larghezza del nastro stesso (ho usato bastoncini cinesi).
Lunghezza totale del nastro, circa 6 metri. Un terzo bianco-rosso (la testa) ancorato al legnetto, il resto del colore secondario (nel mio caso giallo nero).
Come da foto, si unisce il bastoncino al nastro con una cucitrice, si incolla con nastro adesivo il secondo colore al primo. Si arrotola con attenzione il tutto aiutandosi con la parte in surplus di bastoncino ed il gioco è quasi fatto.
Ultima nota. In coda al nastro bisogna ricavare il “paracadutino estrattore” creando un risvolto angolato a mò di sacca e fissandolo con un po’ di nastro adesivo.
Questo è fondamentale altrimenti si rischia di far fare al segnavento una bella caduta libera fino a terra in quanto la coesione elettrostatica del nastro spesso impedisce lo srotolamento.
Con il “paracadutino frenante” il tutto si svolge quasi istantaneamente.

UTILIZZO
Quando siete proprio disperati e non avete idea di che aria tiri in quel campo sconosciuto, allora pensate di usare questo gadget.
Passate sopra all’atterraggio, magari sopra ad un punto facilmente riconoscibile (un arbusto, una macchia….etc) ad una quota ragionevole (direi almeno 70-80 metri o più…a seconda del delta che avete) lanciate il SEV.
Lui si srotola e cadendo già si sposterà rispetto al punto fisso sopra cui è stato liberato. E questo, a seconda del punto d’impatto, vi darà un’indicazione dello scarroccio e della direzione del vento.
Ma inoltre, si disporrà sul terreno a bandiera, in quanto toccherà per prima la parte pesante del legno, poi il resto sarà adagiato a seguire.
Avendo colori distinti, saprete che la parte bianco-rossa sarà puntata controvento, l’altra, la gialla-nera, sottovento.
Dove tenerlo in volo?
Io sul mio imbrago Matrix ho una bellissima taschina con zip integrata nello spallaccio.
Altrimenti lo si può fissare con un elastico alla base del montante o, con una sorta di “cartucciera” in stoffa, ancorarlo con velcro da qualche parte sull’imbrago.
Simpatico no? ;-)

CONTROINDICAZIONI

1. Questo sistema indica il vento istantaneo, quindi, se la direzione cambia dopo che è stato lanciato, non ve lo dice nessuno…e starà alla vostra sensibilità intuirlo da ciò che vi trasmette il delta. Unico modo per ovviare a questo deficit, sarà diventare talmente abili nel lanciarlo da riuscire a centrare qualche supporto isolato tanto da farlo diventare un segnavento “vivo”. :-D …..scherzo ovviamente, ma se in effetti per sbaglio questo accade, tanto meglio.
2. Usare questo SEV, comunque vi porta via tempo e concentrazione nella manovra di atterraggio.
3. Se lo lanciate e lo perdete di vista….lasciate perdere e impostate comunque l’atterraggio secondo la vostra ipotesi iniziale.
4. Se lo usate troppo spesso, vuol dire o che bucate troppo in gara, o che in volo normale non avete capito e non adottate le basi dell’osservazione dell’ambiente.
5. Lanciando un oggetto per quanto leggero e inoffensivo, si può creare disturbo a terra….ad esempio bisogna star attentissimi che non finisca su qualche strada trafficata nelle vicinanze….le conseguenze potrebbero essere veramente brutte.
6. Ah si…hahaha…se lo lanciate e poi vedete solo una piccola porzione di fettuccia nel prato, preparatevi ad atterrare nell’erba molto alta!!! Se poi scoprite che non era erba ma un campo di pannocchie, andate a fare un controllo della vista prima possibile :-) .

Quindi, averlo lì e non usarlo non fa male. Ma anche se capiterà di doverlo usare una volta ogni 500 voli e vi aiuterà a salvare dei montanti o a salvarvi da una botta, il tempo speso per costruirlo, sarà comunque stato ben speso.
Spero possa essere un suggerimento utile.
Buoni atterraggi.
Davide

 

SEQUENZA:

occorrente

dopo aver tagliato le fettucce nella proporzione 1\3 2\3, fissare il capo biancorosso al bastoncino con due punti di cucitrice

sormontare i due nastri e unirli con nastro adesivo trasparente (davanti e dietro)

arrotolare il nastro sul bastoncino lasciando srotolata la parte finale

creare un risvolto sulla coda di almeno 5 cm, fissandolo con un piccolo pezzetto di nastro adesivo 5-8 millimetri verso il centro del nastro

non chiudere completamente col nastro la bocca creatasi

replicare l'operazione sul lato opposto, in modo da ottenere un rialzo come nella foto sotto

piegare ed appiattire come indicato

terminare di avvolgere il nastro

ora potete provare a lanciarlo verso l'alto per vedere se il paracadutino estrattore che avete creato funziona a dovere svolgendo per intero il segnavento

 

ora potete riavvolgere il tutto....

.....riporre il SEV in una tasca a portata nell'imbrago o altra zona che preferite e......

.....SPERARE E FARE IN MODO DI NON AVERNE BISOGNO TROPPO SPESSO!!!! :-D

 

AGOSTO 2009

Piccolo aggiornamento applicativo....

Ho fatto una prova di lancio durante un atterraggio fuori campo qualche giorno fa, utilizzando proprio il SEV che vedete assemblato nelle foto qua sopra.

Prima di tutto va detto che bisogna dar una controllata di tanto in tanto al "rotolino" perchè è successo che per 2 settimane me lo sono portato appresso in macchina, con le temperature record che ci sono state, e i nastri si erano un pò appiccicati tra loro.

E' bastato svolgerlo un pò e aprire la parte del "paracadutino estrattore" con un dito ed è tornato come nuovo :-)

 

Son riuscito a mollare il lavoro un pomeriggio per farmi un voletto vicino a casa. Agganciata la termica SISAL della giornata....(per capirci....prender quella termica che mi ha portato pian pianino a 1700 da 840 mentre tutti ,para compresi, grattavano sotto al costone o planavano) sono andato a esplorare una zona nuova, alla ricerca di qualche fuoricampo per provare il SEV.

Trovato il prato, ho applicato la traiettoria che mi ero prefissato per il lancio.

Il segnavento ha funzionato egregiamente. Nel semicerchio che ho eseguito sottovento sono riuscito a seguirlo perfettamente con lo sguardo, vedendo che già in caduta era orientato con la parte superiore scarrocciata dal vento.

Caduto a terra si è perfettamente disposto secondo la direzione del vento, che era come quella che avevo prima presunto fosse, spostato di una cinquantina di metri dallo scarroccio rispetto al punto di lancio.

Ancora qualche virata e atterraggio perfetto.

Dunque, la tecnica del lancio con semicerchio sembra esser la migliore.

Se si lancia il SEV e si cerca di seguirlo voltandosi, quasi certamente lo si perde di vista in volo....poi bisogna individuarlo a terra ma è comunque una cosa che distrae.

Se lo si lancia nel punto prestabilito passando perpendicolari alla direzione del vento presunto, poi possiamo eseguire un ampio arco sottovento e semplicemente voltandosi si lato, vedere la fettuccia che cade placidamente.

Se il segnavento confermerà la direzione presunta, già ci troveremo in posizione adeguata per l'ingrasso nel campo, altrimenti, basterà continuare a chiudere il cerchio per spostarsi in una nuova posizione d'ingresso.

Sotto l'immagine presa da Google Earth proprio del prato che ho usato;

Qui vedete;

FRECCIA AZZURRO CHIARO: direzione presunta del vento

TRAIETTORIA GIALLA CON INIZIO E FINE PUNTEGGIATO: la mia traccia (più o meno)... sono arrivato dalla direzione dell'autostrada

QUADRATO VERDE: punto di lancio del SEV

FASCIA VERDE: punto di impatto col suolo della fettuccia, disposta sulla direttrice della fascia

FRECCIA BLU: effettiva direzione del vento riscontrata (vento leggero per intenderci....sarà stato si e no 5 mk\h)

Dunque, il SEV l'ho lanciato come si vede in un punto ben preciso....arrivando col vento presunto sulla mia sinistra, ho scelto quel punto perchè ero sul lato sinistro di un piccolo recinto circolare (anche nell'immagine google si riesce a distinguere il recinto), prima della strada di campagna. Con un punto così riconoscibile, sarebbe stato molto facile vedere lo scarroccio del segnavento una volta che questo avesse toccato terra.

Poi in realtà, come si vede dalla posizione di caduta (almeno 50 metri più a est-nordest del punto di lancio) l'indicazione è stata talmente lampante che non serviva prendere tutti quei riferimenti.

Nell'ampia C eseguita sottovento mi son divertito a seguirlo con lo sguardo, e vedere come cadeva inclinato già dava la direzione del vento.

Il resto ordinaria amministrazione....birra a fine volo inclusa ;-).

 

Se avete commenti o migliorie, mandatemele via mail, sarò lieto di pubblicarli qui di seguito....tutto è migliorabile ;-)

 

ciao